lunedì 28 ottobre 2013

La preziosa vita di Lorenzo


Qualche giorno fa è morto a 82 anni Augusto Odone, il coraggioso ed intraprendente economista italo-americano della World Bank che dedicò tutta la sua vita per salvare il figlio Lorenzo malato di adrenoleucodistrofia (Adl), una rarissima malattia neurologica, ispirando nel 1998 il bellissimo film "l'Olio di Lorenzo" con Nick Nolte e Susan Sarandon. Nel 1984, quando Lorenzo aveva appena sei anni, i medici gli avevano dato due anni di vita dopo la diagnosi della Adl, ma gli Odone, Augusto e la moglie Michaela, non accettando la "sentenza", si improvvisarono scienziati riuscendo a mettere a punto una terapia basata su due comuni olii da cucina (acido oleico ed erucico) sfidando l'ortodossia medica. Circondando il loro figlio Lorenzo di amore e attenzioni, sfidando lo scetticismo generale e l'ostilità della medicina ufficiale, gli Odone riuscirono con la loro terapia a rallentare la malattia e a permettere una sopravvivenza fino a 30 anni, quando Lorenzo morì per una polmonite e non per la malattia. 


L'adrenoleucodistrofia colpisce circa 16 mila americani ogni anno, in generale maschietti tra i quattro e i dieci anni, danneggiando i nervi e spesso progredendo velocemente alla paralisi totale e alla morte. Con gli sforzi di questa coraggiosa famiglia oggi esiste una terapia contro questa malattia e molti bambini riescono a vivere grazie all'"Olio di Lorenzo". 


Questa storia di profondo amore fa veramente commuovere e ci insegna come ogni vita sia di fondamentale importanza e che abbia un valore assoluto a prescindere da qualsiasi speculazione. Ma non è questo quello che pensano i giudici del Tribunale di Roma che, in aperta violazione della legge 40 sulla procreazione assistita, qualche tempo fa, hanno intimato alla ASL di Roma D di effettuare la diagnosi genetica preimpianto (PGD) su una coppia fertile portatrice di fibrosi cistica, per evitare la trasmissione della malattia. Ora la diagnosi prenatale sarà effettuata in un istituto pubblico a spese di uno Stato che per legge (espressione della volontà popolare) ne aveva stabilito l'illegittimità.

Siamo di fronte all’ennesimo atto violento di prevaricazione laicista in cui per imporre la propria visione di morte e disperazione vengono calpestate ogni legge e morale. Per questi giudici i bambini malati, come Lorenzo Odone, non hanno il diritto di vivere, di essere amati, per questi signori la vita affetta dalla malattia è una non-vita che deve essere eliminata dalla faccia della terra. Così hanno pensato e si sono comportati tanti altri loro “illustri” predecessori atei e laicisti, occorre imporre una nuova eugenetica, proprio come i nazisti che gassavano vecchi e malati mentali. 

Ecco il vero volto del laicismo: “risolvere” con la morte ogni problema, la “Soluzione Finale”, che va imposta con ogni metodo, anche se la legge non lo permette.

44 commenti:

  1. "i giudici del Tribunale di Roma che, in aperta violazione della legge 40 sulla procreazione assistita, qualche giorno fa, hanno intimato alla ASL di Roma D di effettuare la diagnosi genetica preimpianto (PGD) su una coppia fertile portatrice di fibrosi cistica, per evitare la trasmissione della malattia."

    "Per questi giudici i bambini malati, come Lorenzo Odone, non hanno il diritto di vivere, di essere amati, per questi signori la vita affetta dalla malattia è una non-vita che deve essere eliminata dalla faccia della terra."

    Se stai parlando del caso della coppia Rosetta Costa e Walter Pavan, non hai capito una emerita minchia, oppure mistifichi i fatti. I giudici non hanno ordinato alla ASL di Roma di effettuare la diagnosi genetica preimpianto su una coppia fertile portatrice sana di fibrosi cistica per evitare la trasmissione della malattia. È la coppia che ha fatto ricorso, alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, contro lo Stato Italiano al fine di poter avere accesso alla PGD attraverso sistema il sanitario nazionale. Il ricorso è stato vinto e adesso i giudici italiani hanno applicato la sentenza, abilitando la ASL a fare la PGD su richiesta di Costa e Padovan. I giudici non si sono espressi, come invece tu mendaciamente scrivi, sul fatto che la coppia possa o non possa avere dei figli malati, né tantomeno hanno affermato che gli eventuali embrioni malati non abbiano diritto di vivere. La decisione di effettuare o meno l'impianto resta sempre e solo della coppia. La novità è che adesso la sanità pubblica offre la tecnica della PGD anche per coppie fertili, mentre prima la permetteva solo alle coppie con problemi di infertilità o malattie sessualmente trasmissibili, per cui i coniugi Padovan avrebbero dovuto recarsi in una struttura privata e pagare la PDG.

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    1. "Se stai parlando del caso della coppia Rosetta Costa e Walter Pavan"

      Ecco, non sto parlando di quel caso, infatti ho ben specificato che si tratta della sentenza di un giudice del Tribunale di Roma emessa qualche giorno fa. Fai più attenzione a quello che leggi prima di partire per la tangente.

      La legge 40 non permette la PDG alle coppie fertili, eppure il Tribunale di Roma l'ha imposta ugualmente ad una struttura pubblica.
      Una sentenza assurda, che sa proprio di eugenetica.

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    2. @Luigi Ruggini

      "Ecco, non sto parlando di quel caso, infatti ho ben specificato che si tratta della sentenza di un giudice del Tribunale di Roma emessa qualche giorno fa."

      Non hai "ben specificato" un bel niente, non citando alcuna fonte né riportando i nomi dei diretti interessati. Inoltre non hai scritto che la sentenza _è stata emessa_ qualche giorno fa ma che

      "i giudici del Tribunale di Roma [...], qualche giorno fa, hanno intimato alla ASL di Roma"

      Nel caso della coppia Rosetta Costa e Walter Pavan la sentenza del tribunale di Roma risale alla fine di settembre

      http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_settembre_26/tribunale-si-diagnosi-preimpianto-2223320169010.shtml

      ma solo adesso la diagnosi verrà effettivamente attuata e i giornali hanno ripreso la notizia il 22 ottobre, che per me è "qualche giorno fa"

      http://roma.corriere.it/cronaca/13_ottobre_22/fecondazione-roma-prima-diagnosi-preimpianto-un-ospedale-pubblico-e2f15aac-3b04-11e3-95f2-9a7a296f615f.shtml

      per cui supporre che tu stia parlando del caso Padovan mi pare perfettamente lecito.

      Ora dimmi a qualche altro caso ti stai riferendo e quale sia questa sentenza emessa qualche giorno fa.

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  2. @ Luigi Ruggini
    @ myself
    Ho fatto una ricerca e anch’io ho trovato solo riferimenti al caso Costa-Pavan. C’è anche da dire che è difficile fare una ricerca oggettiva, perché, a seconda dei siti, o dei giornalisti, che riportano la notizia spesso vengono date informazioni più o meno pilotate. Mi è capitato di leggere, per esempio, che sarebbe una “Sentenza storica” … perché “supera la necessità di intervento della Corte costituzionale e disapplica direttamente, per la prima volta, una norma nazionale come la legge 40”.
    Ora, a mio parere, un giudice che disapplica (= non applica) una legge, significa che non fa il suo lavoro, che, credo, sia quello di applicare le leggi. Ma sorvoliamo pure su queste piccolezze…
    Il punto è definire un figlio “un diritto” e di conseguenza volerlo a tutti i costi. Una volta definito diritto, il figlio è “cosificato” con tutte le conseguenze del caso. Un figlio è, prima di tutto, una persona, (quindi non è un diritto, semmai è un soggetto che ha dei diritti) ed è evidente che quando si desidera un figlio, si desidera anche che sia sano.
    “Scartare” (so che è un termine orrendo usato in questo modo) un embrione perché malato, è così diverso da “scartare” una qualsiasi persona (giovane o vecchia non importa) perché malata, non autosufficiente, non in grado di esprimersi?
    Non ho soluzioni in tasca ma penso che la riflessione sia su questo punto.


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  3. @ myself

    "Non hai "ben specificato" un bel niente, non citando alcuna fonte né riportando i nomi dei diretti interessati. Inoltre non hai scritto che la sentenza _è stata emessa_ qualche giorno fa..."

    Falso. La sentenza è stata emessa proprio alcuni giorni fa come ho scritto, cioé il 22 ottobre scorso, mentre quella riguardante i coniugi Costa e Pavan era di settembre scorso. I nomi non ho potuto riportarli perché i mezzi d'informazione non li ha resi noti e non ho riportato alcuna fonte perché pensavo non fosse necessario, visto che era una notizia ampiamente diffusa.

    Comunque se vuoi verificare ti cito un link tra i tanti che sono reperibili in rete:
    "http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2013/10/22/Giudice-ordina-test-preimpianto-un-centro-pubblico-Roma_9502906.html"

    @ Bragadin
    Innanzitutto ti do il benvenuto sul mio blog e spero che tornerai a farmi visita. Ogni commento è sempre bene accetto.
    In effetti hai centrato il punto fondamentale su cui riflettere: la vita ha un valore in se, oppure dipende dalla sua qualità? Per come la vedo io ogni vita è un arricchimento, un tesoro prezioso che schiude sempre le porte all'amore. Ho fatto l'esempio della vicenda di Lorenzo Odone, un bambino di sei anni a cui avevano dato solo due anni di vita. Per la mentalità laicista una vita senza alcun valore, eppure una vita che ha dato modo di salvare migliaia di altre vite e, più importante, di realizzare con i propri genitori una incredibile comunità d'amore.
    Ma tutto ciò al laicista non interessa, prima viene la sua vita, i suoi interessi, il suo egoismo: voglio un figlio? Semplice, uccido tutti quelli malati perché ne pretendo uno perfetto; non lo voglio? Semplice lo uccido; il vecchietto mi da fastidio? Semplice lo convinco che la sua vita fa schifo e lo uccido.

    Ma i giudici del Tribunale di Roma hanno fatto, se possibile, anche di più, hanno stabilito che le vite di tantissimi bambini che possono nascere con malattie genetiche non vale assolutamente niente, si sono addirittura riservati il compito di decidere chi è degno di vivere e chi no, hanno messo in pratica l'eugenetica per la ricerca della vita perfetta, come se gli orrori nazisti non fossero mai accaduti.

    Trovo tutto ciò vergognoso.

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    1. @Luigi Ruggini

      "La sentenza è stata emessa proprio alcuni giorni fa come ho scritto"

      Rileggi tutto il tuo post iniziale e non troverai scritto da nessuna parte che la sentenza _è stata emessa_ qualche giorno fa. Se mi sbaglio citami la frase in questione.

      "La sentenza è stata emessa proprio alcuni giorni fa come ho scritto, cioé il 22 ottobre scorso, [...] I nomi non ho potuto riportarli perché i mezzi d'informazione non li ha resi noti [...] Comunque se vuoi verificare ti cito un link tra i tanti che sono reperibili in rete: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/salute/2013/10/22/Giudice-ordina-test-preimpianto-un-centro-pubblico-Roma_9502906.html"

      Ho letto l'articolo al link da te riportato e ancora non leggo da nessuna parte di una sentenza emessa qualche giorno fa. Se mi sbaglio, citami la frase in cui è affermato.

      Quindi ti ripeto: dimmi a quale altro caso tu ti stai riferendo e quale sia questa sentenza emessa il 22 ottobre.

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    2. @ myself

      "Rileggi tutto il tuo post iniziale e non troverai scritto da nessuna parte che la sentenza _è stata emessa_ qualche giorno fa"

      Io ho scritto: "i giudici del Tribunale di Roma [...], qualche giorno fa, hanno intimato alla ASL di Roma"

      Secondo te i giudici come possono intimare qualcosa a qualcuno se non con una sentenza? E' più che ovvio che l'avessi sottointesa.

      "Ho letto l'articolo al link da te riportato e ancora non leggo da nessuna parte di una sentenza emessa qualche giorno fa. Se mi sbaglio, citami la frase in cui è affermato"

      Sicuro? Ti cito la frase:
      La Asl Roma A, a seguito della sentenza del Tribunale di Roma che le ha intimato di effettuare la diagnosi genetica preimpianto (Pgd) su una coppia fertile affetta da fibrosi cistica, ha stabilito che "l'intervento sarà effettuato direttamente presso una propria struttura''.

      Come vedi una sentenza viene citata e questo è più che ovvio, perché, come ho gia detto, il Tribunale può intimare qualcosa solo tramite una sentenza.

      Ma, ora, spiegami una cosa. Come mai sei così puntiglioso? Hai per caso paura che tale sentenza esista veramente (come è)? Allora anche tu la riterresti ingiusta? Hai paura di condividere le mie posizioni?

      Un saluto.

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    3. @Luigi Ruggini

      myself ha scritto:
      "Rileggi tutto il tuo post iniziale e non troverai scritto da nessuna parte che la sentenza _è stata emessa_ qualche giorno fa"

      "Secondo te i giudici come possono intimare qualcosa a qualcuno se non con una sentenza?"

      I giudici hanno intimato qualche giorno fa alla ASL di procedere, ma - visti i tempi della burocrazia - questo non vuol dire che la sentenza sia stata emessa qualche giorno fa e non si tratti invece proprio della sentenza di settembre,

      myself ha scritto
      "Ho letto l'articolo al link da te riportato e ancora non leggo da nessuna parte di una
      sentenza EMESSA QUALCHE GIORNO FA. Se mi sbaglio, citami la frase in cui è affermato"

      "Ti cito la frase: La Asl Roma A, a seguito della sentenza del Tribunale di Roma che le ha intimato di effettuare la diagnosi genetica preimpianto (Pgd) su una coppia fertile affetta da fibrosi cistica, ha stabilito che "l'intervento sarà effettuato direttamente presso una propria struttura''. "

      E dove diavolo leggi che la sentenza è stata emessa qualche giorno fa?

      "Ma, ora, spiegami una cosa. Come mai sei così puntiglioso?"

      Non sono puntiglioso, ti sto solo chiedendo di che cosa si sta parlando, il che è alla base di qualsiasi discorso. Tu hai liquidato totalmente il mio primo post dicendo che non ti stai riferendo alla coppia Padovan e alla sentenza di settembre, ma ad altre persone e ad un'altra sentenza. Va bene, allora dammi un riferimento e ti dirò il mio parere. Per ora non ne sei stato capace, probabilmente perchè in realtà ti sei sbagliato fin dall'inizio e la sentenza in questione è proprio quella di settembre.

      "Hai per caso paura che tale sentenza esista veramente (come è)? Allora anche tu la riterresti ingiusta? Hai paura di condividere le mie posizioni?"

      Una sentenza esiste sicuramente ed è quella di settembre. Nel mio primo post ho scritto chiaramente il mio pensiero riguardo le tue posizioni. Cioè che o non hai capito niente (e questa ipotesi ora si fa ancora più probabile) o che mistifichi i fatti.

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    4. @ myself

      Ho fatto ulteriori ricerche, visitando almeno una decina di siti, e sembra proprio che la sentenza in questione sia quella di settembre scorso. Purtroppo i media non sono sempre molto precisi nel riportare alcune notizie. Quindi ciò che è avvenuto "qualche giorno fa" non è stata l'emissione di una sentenza, ma l'individuazione della struttura pubblica incaricata di eseguire la PDG. Ho provveduto a correggere il mio post.

      Ma ciò non cambia affatto la sostanza delle cose. I giudici, decidendo di disapplicare la legge nazionale per imporre una decisione della Corte Europea, hanno di fatto operato una scelta a favore dell'eugenetica propagandata da un'istituzione, come quella europea, intrisa di laicismo.

      Mio caro myself, è solo morte mascherata da civiltà (sic)

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    5. @Luigi Ruggini

      "Ho fatto ulteriori ricerche, visitando almeno una decina di siti, e sembra proprio che la sentenza in questione sia quella di settembre scorso."

      Ecco, quindi dovresti essere tu a fare più attenzione a quello che leggi prima di partire per la tangente. Detto ciò io ho fatto le mie considerazioni sulla sentenza di settembre nel mio primo post, pertanto se hai da replicare riprendi da lì.

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    6. @myself

      Ok. Mi sono ingenuamente fidato di una fonte confusionaria. Grazie per la correzione.

      "Detto ciò io ho fatto le mie considerazioni sulla sentenza di settembre nel mio primo post, pertanto se hai da replicare riprendi da lì"

      In realtà ti ho già replicato nel commento precedente. Riposto tale replica:

      "Ma ciò non cambia affatto la sostanza delle cose. I giudici, decidendo di disapplicare la legge nazionale per imporre una decisione della Corte Europea, hanno di fatto operato una scelta a favore dell'eugenetica propagandata da un'istituzione, come quella europea, intrisa di laicismo".

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    7. @Luigi Ruggini

      "In realtà ti ho già replicato nel commento precedente."

      In realtà quella non è una replica perchè come (al tuo solito) non risponde nel merito. Io contestavo il fatto che tu abbia scritto:

      (1) "Per questi giudici i bambini malati, come Lorenzo Odone, non hanno il diritto di vivere, di essere amati, per questi signori la vita affetta dalla malattia è una non-vita che deve essere eliminata dalla faccia della terra."

      Ho infatti spiegato che i giudici non hanno espresso alcun parere sul fatto che gli eventuali embrioni malati non abbiano diritto di vivere, ma hanno solo stabilito che è un diritto della coppia Padovan accedere alla PGD. Una replica da parte tua dovrebbe consistere nel provare che invece i giudici hanno espresso il parere (1), ma ovviamente non ne sei in grado, perchè si tratta di una falsità. Il punto infatti è che tu lanci accuse senza fondamento.

      Perchè invece di girarci tanto intorno, prendertela con i giudici, l'Europa, i "laicisti"... non vai direttamente alla fonte e ti incazzi con Rosetta Costa e Walter Pavan, visto che a loro spetterà la decisione ultima di tenere o no eventuali embrioni malati?

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    8. @myself

      “Ho infatti spiegato che i giudici non hanno espresso alcun parere sul fatto che gli eventuali embrioni malati non abbiano diritto di vivere, ma hanno solo stabilito che è un diritto della coppia Padovan accedere alla PGD. Una replica da parte tua dovrebbe consistere nel provare che invece i giudici hanno espresso il parere (1), ma ovviamente non ne sei in grado, perché si tratta di una falsità. Il punto infatti è che tu lanci accuse senza fondamento.
      Perché invece di girarci tanto intorno, prendertela con i giudici, l'Europa, i "laicisti"... non vai direttamente alla fonte e ti incazzi con Rosetta Costa e Walter Pavan, visto che a loro spetterà la decisione ultima di tenere o no eventuali embrioni malati?”

      ***

      Stabilire che è un diritto accedere alla PGD, sapendo che potrebbero esserci embrioni malati e scaricare la “colpa” solo chi richiede questo diritto, mi sembra un ragionamento un po’ “pilatesco”…

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    9. @ myself

      E' come dice Bragadin. Con la loro decisione i giudici hanno, di fatto, espresso parere favorevole alla selezione tra gli embrioni che avviene a seguito di una PDG. Quindi sono corresponsabili di una eventuale soppressione di embrioni umani.

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  4. Quando si capirà di quale provvedimento si sta parlando, magari dirò anch'io la mia sul punto. Le sentenze sono pubbliche, per fortuna. Beh, anche le ricostruzioni giornalistiche, purtroppo.

    Al momento posso solo limitarmi a ricordare che quando "disapplica" una legge o, più frequentemente, un atto amministrativo, un Giudice fa proprio il suo lavoro, contrariamente a quello che può pensare Bragadin -che saluto- e, in generale, chi non conosce queste questioni.
    Infatti, tanto per capirci, quando un Giudice "disapplica" è perché "applica", come suo dovere, qualcos'altro. In altre parole la "disapplicazione" è un rimedio, previsto dalla legge, che entra in funzione quando c'è un conflitto di norme, ossia quando ci sono due norme tra loro talmente contraddittorie che applicare l'una porterebbe a violare l'altra. Cari miei, l'antica idea della "perfezione" del diritto era una panzana. Le norme dei nostri Legislatori spesso fanno acqua da tutte le parti e a testate tra di loro. Qualcuno deve prendere una decisione e il Giudice lo fa.
    La legge 40, grazie al cielo, è solo fonte di (pessime) norme ordinarie, alcune già eliminate dalla nostra Corte Costituzionale, dato che violavano diritti fondamentali della persona e DEVE essere disapplicata quando è in contrasto con le norme del diritto comunitario, che sono di rango superiore.
    Non c'è solo un Europa delle banche, c'è anche un Europa dei diritti, che merita, effettivamente, un inno alla gioia.

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    1. Caro Felsy, niente da eccepire, è nel diritto/dovere dei giudici decidere quali norme applicare. Il problema sta nel fatto che si scambia il crimine per diritto.

      Povera Europa, la deriva laicista sta seppellendo le sue radici cristiane.

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  5. @Luigi Ruggini

    Grazie per l’accoglienza.

    @felsineus

    Ricambio il saluto.
    Non voglio addentrarmi in una questione giuridica, ma cercando in rete ho trovato alcune cose.
    ***
    Disapplicazione, dal sito della treccani

    Va poi detto che la disapplicazione non riguarda solo gli atti amministrativi e i regolamenti, arrivando a investire la stessa legge. A tale fenomeno si assiste in ragione della partecipazione dell’Italia ex artt. 11 e 117, co. 1, Cost. al processo di integrazione europea, per cui – come confermato dalla Corte costituzionale a partire dal 1984 – il giudice italiano che si trovi di fronte ad una contrasto tra una legge di provenienza statale ed una delle fonti comunitarie (oggi dell’U.E.), è tenuto a disapplicare (più correttamente: a non applicare) la prima e ad applicare senz’altro la seconda, con il solo limite dei principi fondamentali e dei diritti inalienabili garantiti nella Costituzione italiana.
    http://www.treccani.it/enciclopedia/disapplicazione-diritto-costituzionale/

    Dalla costituzione europea
    Articolo 2
    Diritto alla vita
    1. Ogni individuo ha diritto alla vita.
    2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.
    Articolo 3
    Diritto all'integrità della persona
    1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
    2. Nell'ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati:
    — il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge,
    — il divieto delle pratiche eugenetiche, in particolare di quelle aventi come scopo la selezione delle
    persone,
    — il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro,
    — il divieto della clonazione riproduttiva degli esseri umani.
    ***
    Ora, se definiamo l’embrione una persona (perché il punto è questo, non serve girarci tanto attorno), direi che qualsiasi legge che consenta di “scartare” (mi ripeto: è un termine orrendo e la parola da usare sarebbe un’altra) un embrione perché malato è in contrasto con la costituzione europea, oltre che con la costituzione italiana.
    (art. 2 costituzione italiana:
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come
    singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede
    l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.)

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    1. @ Bragadin

      Credo anch'io che il punto fondamentale di tutta la questione sia quello di dover considerare o meno l'embrione come un essere umano e, quindi, un individuo umano oggetto dell'art. 2 della Costituzione Europea.

      L'embrione è certamente un essere umano, è la scienza stessa che lo afferma. E' solo col concepimento, cioè il momento della fusione dei due gameti, che si costituisce l’identità genetica di un nuovo individuo umano. Si forma ex novo un nuovo corredo genetico che contiene già il progetto di vita di un nuovo individuo. Questo individuo si evolve senza soluzioni di continuità, non c'è alcun cambiamento, né di qualità e né di natura. Il processo biologico ha una sua finalità già presente nello zigote, cioè la prima cellula. Sin dal primo momento siamo quindi sempre di fronte al medesimo essere umano.
      Dire, quindi, che l’embrione è un “essere umano in potenza” è scientificamente sbagliato, piuttosto occorre dire “un essere umano con potenzialità”, così come il bambino non è un “adulto in potenza”. L'embrione, come il feto o il bambino, sono lo stesso essere umano che sta completando gradualmente il suo sviluppo. Ben diversa è la condizione di un ovulo non fecondato, che non contiene un orientamento intrinseco e potrà diventare un essere umano solo se si incontrerà e si fonderà con un gamete maschile.

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    2. È esatto, Bragadin, la disapplicazione è un istituto che nasce tanti anni fa con riferimento agli atti amministrativi e poi, più recentemente, ha trovato una "nuova giovinezza" operando nelle ipotesi di contrasto tra normativa nazionale e normativa europea (logico che sia capitato così: trattandosi di norme anche extranazionali non operava il rimedio dell'invio della questio iuris alla nostra Corte Costituzionale) .
      É pertanto molto sbagliato, dunque, additare come strano o controverso l'operato dei magistrati che ne danno ovvia e doverosa applicazione.

      La costituzione europea, se non erro, non è una valida fonte di diritto perché non é stata ratificata da tutti i paesi membri dell'unione e non è mai entrata in vigore.

      Ma anche senza andar tanto lontano, è vero che già la nostra Costituzione prevede che la legge non possa, in nessun caso, violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana (art. 32, comma 2º); inoltre tutela la maternità e i diritti inviolabili dell'uomo.
      La giurisprudenza costituzionale che ha confermato la legittimità della legge sull'interruzione di gravidanza non ha mai disconosciuto la necessità di una tutela di questi diritti e interessi e, anzi, ha sempre cercato di salvaguardare il delicato equilibrio tra tutti gli interessi costituzionali coinvolti, tra cui, certamente il diritto alla salute della donna. La stessa legge 194/'78 , al suo primo articolo, stabilisce che lo Stato riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana fin dal suo inizio. La legge, infatti, è costituzionale poiché non consente un ricorso incondizionato all'aborto, ma una facoltà diretta ad evitare un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

      Un embrione è un embrione. Sappiamo abbastanza bene di che cosa si tratta, non siamo in un epoca pre-scientifica: aggiungere qualifiche normative, ideologiche e ambigue come quella di "persona", non serve a niente, o meglio, serve a compiere delle (lecite) operazioni di carattere ideologico, che è comunque lecito rifiutare. Non è vero che un embrione sia un individuo, poiché é scientificamente assodato che, entro un certo limite temporale, un embrione è suscettibile di evolversi in più individui.

      Sull'inizio della vita umana, Caro Luis, tutte le posizioni (anche la mia) mi paiono ideologiche: io sospetto, che, la domanda in sé sia poco sensata. E' vero che non c'è soluzione di continuità, ma è anche vero che, ab initio, i singoli gameti sono vivi e sono vita umana (che cosa diavolo sarebbero altrimenti?). Le considerazioni su "orientamenti intrinseci" e "nuovi corredi genetici" mi convincono poco, o meglio mi sembrano, come detto, ideologiche. Certo che il momento della formazione dello zigote è fondamentale, ma siamo nell'ambito di un processo biologico umano: c'era vita prima e ci sarà vita dopo. Abbiamo già discusso fino allo sfinimento la questione. A me la scelta (ideologica) che prevale in ambito scientifico e che fa riferimento al grado di sviluppo del sistema nervoso centrale pare più sensata delle altre: non si è vivi, come esseri umani, se non si hanno funzioni cerebrali.

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    3. Ciao Felsy, ti piace la nuova veste grafica del blog? Tutto quel giallino mi aveva stancato, così ho voluto cambiare. Spero piaccia anche a tutti voi.

      Mio caro, è proprio perché sappiamo con scientifica precisione cosa sia un embrione che possiamo qualificarlo per quello che è: un nuovo individuo umano, con una sua precisa ed inconfondibile identità genetica. Come fai a dire che l'orientamento intrinseco dello sviluppo embrionale e la formazione di un nuovo corredo genetico siano concetti "ideologici"? Lo zigote è geneticamente differente dall'organismo madre che lo ospita, quindi ha un corredo genetico del tutto nuovo con un orientamento intrinseco verso il completo sviluppo. Questa non è ideologia, è scienza.

      E' certamente vero che, entro un certo limite, un embrione può evolversi in più individui, ma finché questo non avviene l'embrione è, e resta, sempre un individuo, in quanto il suo corredo genetico è differente da quello della madre. Per cui prima dell'evoluzione di due o più gemelli si ha un individuo, poi più individui, ma si tratta sempre di precisi ed identificabili nuovi individui umani.

      Quanto ai gameti, posso anche essere d'accordo con te che siano "vivi", ma lo sono come può esserlo una cellula epiteliale o epatica, cioè sono solo delle parti di un individuo più complesso, ma non costituiscono da sole un individuo, come lo è, invece, l'embrione. I corredi genetici delle cellule di un organismo sono identici e quello dei gameti non è neppure completamente formato, mentre l'identità genetica dello zigote è nuova ed originale. Si dice che si amputa un braccio, non che lo si uccide.

      Definire il momento del concepimento come l'inizio dell'esistenza di un nuovo individuo umano non è un esercizio ideologico, ma scientifico. Infatti è proprio in questo preciso momento che si forma una nuova identità che rimarrà sempre la stessa fino al momento della morte (per voi laici), per sempre (per noi cristiani). Piuttosto è la scelta da te propugnata che è del tutto ideologica: quale grado di sviluppo del sistema nervoso centrale occorre considerare? Chi può decidere chi è un essere umano e chi no?

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    4. @Luigi Ruggini e felsineus

      Vabbeh, sorvolando sugli iniziali errori di Luis nel capire di che sentenza si trattasse e sulle sue accuse di eugenetica nazista ai giudici, tanto vale che entri nella questione morale dell'aborto o della selezione degli embrioni.

      Penso che dalla notte dei tempi se ne sia discusso sempre e solo nella stessa ottica, cioè in funzione di quando comincia la vita umana e dunque un'ammasso di cellule diventa un individuo con i suoi diritti. Per i "pro-life" la vita comincia dal concepimento e perciò l'aborto è sempre immorale. Per molte altre persone la vita comincia più avanti, quando si forma il sistema nervoso o proprio alla nascita e quindi l'aborto in certi casi è ammesso.

      Una prospettiva del tutto diversa invece è la tesi dell' Evizionismo, avanzata dal libertariano Walter Block. Vi invito a vedere, ad esempio, questo video in cui lui stesso la spiega

      http://www.youtube.com/watch?v=h4VJ3JuJaig

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    5. @ myself

      Grazie dei tuoi "sorvoli", troppo buono, ma vorrei precisare che caddi in errore in buona fede, per un'informazione sbagliata. Un errore, tra l'altro, che non inficia minimamente la sostanza del mio pensiero: quei giudici hanno reputato lecita una selezione eugenetica, c'è poco da fare.

      Ho visto il filmato al tuo link e spero di averlo capito bene. Conosco l'inglese, ma ho qualche difficoltà a capirlo parlato velocemente e per di più da un americano. Comunque, in sintesi, mi sembra di capire che si vuole salvare capra e cavoli, tutelando sia i diritti del nascituro che quelli della madre.
      Mah, come prima impressione non mi sembra corretto mettere sullo stesso piano il diritto della madre a non portare avanti la gravidanza (eccettuando il caso del rischio di morte) e quello alla vita del nascituro. E poi, ammesso che fosse possibile, se bisogna impiantare l'embrione in un altro utero, col rischio concreto di ucciderlo, allora tanto vale portare al termine la gravidanza e dare in adozione il bambino.

      Per adesso mi fermo qui.

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    6. @Luigi Ruggini

      "Ho visto il filmato al tuo link e spero di averlo capito bene."

      "Mah, come prima impressione non mi sembra corretto mettere sullo stesso piano il diritto della madre a non portare avanti la gravidanza (eccettuando il caso del rischio di morte) e quello alla vita del nascituro."

      Purtroppo ora non riesco a trovare una sintesi scritta. Cerco di spiegare l'idea di Block con una metafora. Supponiamo che un individuo A sia il proprietario di un campo. In questo campo viene a trovarsi un'altro individuo B. B vive dei frutti del campo di A. A essendo proprietario del campo può intimare a B di andarsene ed eventualmente espellerlo con la forza. Il fatto che B, al di fuori del campo, potrebbe morire di fame non è una ragione sufficiente per impedire ad A di espellerlo. Infatti A sta solamente proteggendo la sua proprietà privata, non sta aggredendo B ma si sta difendendo. Se invece A uccidesse subito B, ad esempio sparandogli, questa sarebbe sì una aggressione, poichè la morte di B non è strettamente necessaria alla protezione della proprietà di A. Appunto A dovrebbe prima intimare a B di andarsene, in caso di rifiuto da parte di B procedere con maggiore insistenza e anche la forza, ma solo in estremo, se fosse l'unico modo per proteggere la sua proprietà, potrebbe uccidere B.

      Ora per Block la vita comincia dal concepimento, per cui l'embrione è da considerarsi come un individuo B che vive nel campo, l'utero, di un altro individuo A, la madre. Pertanto la madre non può uccidere l'embrione, a meno che questo sia l'unico modo per salvare se stessa, come in caso di qualche malattia. Ma può decidere di espellerlo dal proprio corpo.

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    7. @myself

      “Il fatto che B, al di fuori del campo, potrebbe morire di fame non è una ragione sufficiente per impedire ad A di espellerlo. Infatti A sta solamente proteggendo la sua proprietà privata, non sta aggredendo B ma si sta difendendo.”

      ***

      Se B, al di fuori del campo, rischia di morire di fame, molto difficilmente se ne andrà, soprattutto se il campo di A produce abbastanza da sfamare non solo A e B ma anche C e D; e a maggior ragione (dal punto di vista di A) se invece di sfamare B, C e D (e magari altri ancora) questo surplus di prodotto rimane inutilizzato o viene addirittura sprecato.
      Nel caso dell’embrione il ragionamento (che sicuramente sarà un po’ più complesso) mi sembra tirato per i capelli: è solo da un certo punto in poi che può vivere “da solo” al di fuori del corpo della madre, ovviamente con tutte le cure e le attenzioni del caso. Del resto anche un bambino appena nato ha bisogno di tutte le attenzioni dei genitori.

      Questo ultra-liberismo all’americana lo trovo molto triste: alla fine si riduce il tutto ad una competizione esasperata e se qualcuno non ce la fa, peggio per lui (anche se “formalmente” nessuno ha fatto niente “al di fuori della legge”). Ovviamente ho semplificato, ma la domanda da fare sarebbe, a questo punto, da dove derivano queste leggi che permettono persino di “far fuori” qualcuno? Esistono dei principi “inderogabili” come il diritto alla vita, dato che ne stiamo parlando? In nome di quale astratto principio si condannano gli indifesi (perché di questo si tratta) alla morte?

      Del resto qualcuno l’aveva già detto che con le regole della buona creanza si può anche ammazzare..

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    8. Mi inserisco anch'io, poichè la questione era stata indirizzata anche a me. Concordo, in buona parte, con Bragadin e insisto: si tratta di americanate. E bisogna tener conto che gli americani sono anime semplici, però...

      1) Un europeo non ritiene di avere un diritto di proprietà sul proprio corpo... ritiene di essere il proprio corpo. Se avessimo solo un volgarissimo diritto di proprietà sul nostro corpo, questo potrebbe essere espropriato, venduto in tutto o in parte, soggetto a diritti reali altrui. In altre parole sarebbe reificato, sarebbe una cosa. Noi stessi diventeremmo cose, perdendo diritti e dignità umana.

      2) Un europeo è abituato a non considerare la proprietà il bene sommo e sebbene in parte rincoglionito dalle televisioni e da ragionamenti fascistoidi presentati come se fossero costituzionalmente ammissibili, sa o dovrebbe sapere che non può sparare alle spalle ad un ladro che fugge con la refurtiva. In Europa, la protezione della proprietà non giustifica la morte di nessuno. La proprietà è un bene costituzionalmente garantito, ma la vita umana è un bene gerarchicamente sovraordinato.

      3) Un europeo è abituato a ragionamenti complessi, tende a valutare le conseguenze di ogni condotta e tende ad attribuire delle responsabilità in capo a chi può ragionevolmente prevedere un evento dannoso.
      Cacciare Tizio da un campo sapendo che molto probabilmente morirà di fame significa accettare di ucciderlo. Allo steso modo, se "l'evizione" porta alla prevedibile soppressione dell'embrione va chiamata col suo nome, "aborto", senza truffe di etichette.

      4) Ad un leguleio europeo difficilmente sfuggirebbe il fatto che l'embrione non ha invaso arbitrariamente il corpo-proprietà della madre, ma vi è entrato legalmente, normalmente su invito della madre stessa. E che nessuna "intimazione ad andarsene" sembra possa essere recepita dall'embrione stesso. Quindi, come giurista, direi che sono disponibile alla pratica dell'evizione, purchè una formale intimazione a lasciare la proprietà altrui venga formalmente notificata all'embrione, garantendo che ne abbia avuta effettiva cognizione.

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    9. Molto belle e simpatiche le risposte di Bragadin e Felsineus, grazie.

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    10. la 4) di felsineus è strepitosa!

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    11. @Bragadin

      "Se B, al di fuori del campo, rischia di morire di fame, molto difficilmente se ne andrà, soprattutto se il campo di A produce abbastanza da sfamare non solo A e B ma anche C e D; e a maggior ragione (dal punto di vista di A) se invece di sfamare B, C e D (e magari altri ancora) questo surplus di prodotto rimane inutilizzato o viene addirittura sprecato. "

      Il fatto che A sia in qualche modo più "ricco" di B, C e D non giustifica che questi lo possano derubare.

      "Questo ultra-liberismo all’americana lo trovo molto triste: alla fine si riduce il tutto ad una competizione esasperata e se qualcuno non ce la fa, peggio per lui (anche se “formalmente” nessuno ha fatto niente “al di fuori della legge”)."

      Questa è la classica accusa di darwinismo sociale mossa contro il liberismo. Ciò che non si capisce è che se B è povero non è colpa di A, ma è un fatto della vita. In una società liberista nessuno ti vieterebbe di ospitare B a casa tua e di sfamarlo, se ci tieni davvero. Ciò che sarebbe evitato è che A sia obbligato a ospitare B, questa sì che sarebbe una cosa ben peggiore della morte di B. Pensa se fosse legittimo per chiunque entrare in casa tua e appropriarsi delle tue cose solo perchè ha meno di te. Non penso che ne saresti felice, infatti predicare il comunismo è facile solo quando si tratta dei "campi" degli altri A.

      "Ovviamente ho semplificato, ma la domanda da fare sarebbe, a questo punto, da dove derivano queste leggi che permettono persino di “far fuori” qualcuno?"

      Se inizia una discorso sul giusnaturalismo non lo si finisce più, puoi cercare i miei pareri in qualche post passato di Luis.

      "Esistono dei principi “inderogabili” come il diritto alla vita, dato che ne stiamo parlando?"

      Il "diritto alla vita" è un'aberrazione. Un diritto per avere senso deve poter essere esercitato, come posso esercitare il mio diritto alla vita se ad esempio mi viene una malattia mortale incurabile?

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    12. @felsineus e minstrel

      "Concordo, in buona parte, con Bragadin e insisto: si tratta di americanate."

      "1) Un europeo non ritiene di avere un diritto di proprietà sul proprio corpo."

      "2) Un europeo è abituato a non considerare la proprietà il bene sommo"

      Queste non sono argomentazioni. Io sono europeo e ritengo che ognuno sia proprietario del proprio corpo, così come ritengo che senza i diritti di proprietà qualsiasi altro diritto sia fondamentalmente inutile.

      "3) [...] Cacciare Tizio da un campo sapendo che molto probabilmente morirà di fame significa accettare di ucciderlo."

      Non si può ritenere A responsabile della morte di B perchè lo ha cacciato dal proprio campo. Con un simile principio allora anche se A avesse recintato il campo e B non fosse potuto entrare, dovremmo ritenere A colpevole della morte di B. E perchè no, idem se A avesse deciso di fare un parcheggio sul suo terreno invece di un campo coltivato. Insomma in definitiva A sarebbe sempre e comunque responsabile della morte di B a meno che non si sia dedicato a sfamarlo.

      "4) Ad un leguleio europeo difficilmente sfuggirebbe il fatto che l'embrione non ha invaso arbitrariamente il corpo-proprietà della madre, ma vi è entrato legalmente, normalmente su invito della madre stessa."

      "la 4) di felsineus è strepitosa!"

      La 4) è l'obiezione più banale che viene fatta al discorso di Block. Innanzitutto è palesemente falso che l'embrione entri nel corpo della madre, a meno che si tratti di un impianto embrionale normalmente è il seme ad entrare nella donna e il seme non è un individuo. Il discorso comunque sarebbe che la donna e l'embrione abbiano una sorta di contratto implicito, poichè la donna ha scelto di avere un rapporto sessuale, e che questo contratto garantisca all'embrione delle tutele. Ma anche ciò è falso, perchè al momento del rapporto sessuale l'embrione non esiste ancora quindi non può avere nessuno contratto, né implicito né esplicito, con la donna. Inoltre anche a posteriori la donna non è detto che abbia in alcun modo invitato l'embrione a formarsi, il concepimento potrebbe essere frutto di uno stupro o di un incidente.

      "E che nessuna "intimazione ad andarsene" sembra possa essere recepita dall'embrione stesso."

      È irrilevante, continuando la metafora, se B è sordo e cieco lo si accompagna comunque all'uscita del campo, il fatto che non capisca cosa accade perchè mai dovrebbe garantirli di poter restare?

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    13. @myself

      Accuse di darwinismo sociale? Fatti della vita? Mi sembra che il tuo esempio sia un po’ troppo semplificato. Non esistono (o almeno non ancora) individui che vivono su Marte e che un momento dopo sono l’uno proprietario di un campo e l’altro povero in canna che può vivere solo dei frutti del campo di un altro. Esistono famiglie e persone (e comunità, paesi, città etc.) con una storia. Se B è nel campo di A probabilmente c’è una ragione e non è detto sia semplice rapina, le cose non sempre sono come appaiono. Prima che A e B vengano ai ferri corti ci possono essere molti passaggi, e non è detto che tutti portino necessariamente ai ferri corti. Non ho detto che sia legittimo entrare nelle case di chi ha di più solo perché ha di più o solo perché chi ci entra ha di meno. E a proposito di entrare nelle “case “ o nei “campi” degli altri riporto un paio di interventi, non miei, che possono aiutare (senza la pretesa di dire l’ultima parola) ad allargare gli orizzonti.
      http://carlogambesciametapolitics.blogspot.it/2006/03/italia-e-libia-un-passato-che-non.html
      http://carlogambesciametapolitics.blogspot.it/2013/10/il-singhiozzo-delluomobianco.html

      Per quel che riguarda l’embrione, esistono due persone che, volendo costruire una famiglia, “chiamano” alla vita un’altra persona e se ne prendono cura proprio per il fatto di averla desiderata. La proposta di Walter Block con l’individuo titolare di un “diritto di proprietà” sul corpo mi sembra un tentativo per cercare di salvare capra e cavoli, ossia permettere un liberismo spinto all’eccesso e, nello stesso tempo, salvare gli eventuali “imprevisti” quando, in campo sessuale, succede appunto qualcosa di non previsto. In parole povere sembra un tentativo per permettere, a chi può, di fare i propri comodi, scaricando responsabilità (e costi) su qualcun altro.

      Il diritto alla vita sarebbe un’aberrazione? Mi spiace ma io esercito questo diritto (e mi piace esercitarlo, a scanso di equivoci) in ogni momento della mia vita per il semplice fatto di vivere. Eventuali malattie non limitano questo diritto per il semplice fatto che la vita è per definizione temporanea.

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    14. Caro Myself, la divisione tra "americani" ed "europei" non era un argomento, ma solo un palese artificio retorico diretto a sottolineare il fatto che le idee del prof. Block sono del tutto spurie ed estranee alla nostra cultura giuridica tradizionale. Quella cultura giuridica che ha scritto le nostre carte costituzionali continentali, tanto per intenderci. Mi permetto di ribadirlo, anche se concordo con te sul fatto che una miriade di europei potrebbe oggi purtroppo condividerle (ma sei proprio sicuro che non si tratti, più che altro, di argute provocazioni intellettuali? La mia impressione é proprio questa: che servano a far pensare e che non vadano prese alla lettera... )

      Qualche argomento mi sembrava di averlo esposto: mi spiace essere poco a la page e cool, ma, il diritto di proprietà su esseri umani in fondo non é tutta questa novità, perchè è alla base di antichissimi istituti giuridici, che hanno avuto amplissima applicazione in passato, primo tra tutti quello della "schiavitú" (che Block, coerentemente, difende).
      Io non rinuncerei a cuor leggero alla tutela dei diritti fondamentali che ci garantisce la nostra costituzione e ritengo fondamentale il concetto di "gerarchia dei beni costituzionali", ma sono aperto ad ascoltare sensate argomentazioni di segno opposto.

      A proposito, sì, se recinti il tuo campo per impedire a chi sta per morire di fame di nutrirsi, tu lo uccidi. E prendiamoci qualche responsabilità, una buona volta...

      Aggiungerei, inoltre, che il diritto non risolve i problemi, li regola.
      Sostenere che si deve argomentare partendo dal "diritto di proprietà" non è meno sbagliato e astratto del dire che si deve partire dalla nozione di "persona". Nè l'uno, nè l'altro esistono in rerum natura: sono solo concetti giuridico-ideologici. In concreto, un embrione non è nè una persona, nè un invasore della privata proprietà. In astratto può esserlo, a seconda di come moduliamo questi concetti normativi. Ma a che serve? Si deve partire dalla situazione concreta di una donna che é in stato di gravidanza, non da filosofie aristoteliche o da tesi giuridiche strampalate.

      La c.d. "evizione" in astratto è una tesi arguta, in concreto, più che una cazzata, é roba che va bene in un film horror. Un embrione "espulso" , per fortuna, non ha alcuna possibilità di sopravvivenza. Un feto potrebbe invece trovarsi in una situazione di indicibile, prolungata ed inutile sofferenza. Ripeto: indicibile. Leggi qualcosa sulla "rianimazione" dei nati prematuri, se hai coraggio. Poi vedi se avrai ancora la voglia di discorsi del tipo la madre non può uccidere l'embrione, ma può "eliminarlo dal suo corpo"...

      Il mio famigerato punto 4) regge perfettamente e posso continuare, a lungo, con le mie beffe. Occorrerebbe un contratto tra la madre ed il c.d. "embrione-persona occupante" per garantirgli delle tutele? E perchè mai? Temo che a te e al Prof. Block sia sfuggito un piccolo particolare.... i due sono imparentati! Oltre alle notifiche, ora pretendo anche che gli siano garantiti i mezzi di sostentamento.

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    15. @felsineus

      "A proposito, sì, se recinti il tuo campo per impedire a chi sta per morire di fame di nutrirsi, tu lo uccidi. E prendiamoci qualche responsabilità, una buona volta... "

      Con questo ragionamento assurdo allora tu stai uccidendo moltissime persone in questo momento, non svuotando il tuo conto in banca e non vendendo tutte le tue proprietà per sfamarle.

      "Sostenere che si deve argomentare partendo dal "diritto di proprietà" non è meno sbagliato e astratto del dire che si deve partire dalla nozione di "persona". Nè l'uno, nè l'altro esistono in rerum natura: sono solo concetti giuridico-ideologici."

      OK, su questo sono d'accordo, anzi se ti ricordi ho sostenuto più volte che pensare che le leggi derivino in qualche modo dalla natura è erroneo. Quando parlo dei diritti di proprietà non lo faccio intendendo che questi siano assoluti e vadano accettati, ma lo faccio con la volontà di convincere gli altri che questi sono un buon sistema, che andrebbe adottato.

      "La c.d. "evizione" in astratto è una tesi arguta, in concreto, più che una cazzata, é roba che va bene in un film horror. [...] Poi vedi se avrai ancora la voglia di discorsi del tipo la madre non può uccidere l'embrione, ma può "eliminarlo dal suo corpo"..."

      L'appello all'orrido non mi tocca. Comunque io ho citato l'idea di Block ma non ho mai detto di esserne un sostenitore, infatti se ricordi fondamentalmente le mie sono le posizioni pro-choice.

      " Temo che a te e al Prof. Block sia sfuggito un piccolo particolare.... i due sono imparentati"

      Non pensavo servisse dire che Block non ritenga che i genitori abbiano obblighi verso i figli.

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  6. Sì, sì, la nuova veste grafica mi piace. È materna ed accogliente. Hai però mai pensato ad un avatar un po' più rock 'n roll?

    La tua scelta di far riferimento all'identità di patrimonio genetico è a mio avviso ideologica perchè un individuo, una persona, un essere umano (scegli pure tu) è qualcosa di più del suo patrimonio genetico.
    E l'identità di patrimonio genetico è caratteristica propria anche dei gemelli monozigoti...
    Io non vedo molte vie d'uscita: se x può evolversi in più individui, x é potenzialmente più individui e quindi non è ancora un nuovo individuo umano.
    Il "momento del concepimento" é dunque ideologico (notato che il termine "concepimento" designa tanto l'umana fecondazione, quanto la "spirituale" idea?) ed è proprio la scienza che ci mostra che si tratta di un termine ragionevole, ma arbitrario.
    Anche la teologia, a mio incompetente avviso, dovrebbe essere più prudente e non vincolare impropriamente il Creatore ad intervenire in relazione ad un preciso evento materiale. Forse, per le preghiere e gli sforzi di minstrel, sono diventato tomista: non è forse vero che per l'Aquinate, la cui opinione ha prevalso per secoli, inizialmente il feto è infuso da un principio vitale inferiore, mente l’anima spirituale verrebbe invece creata e infusa solo quando il corpo è sufficientemente organizzato e preparato?

    Io sono consapevolmente ideologico. Rispondendo alla tua domanda, penso al grado di sviluppo che consentirebbe di giudicare un essere umano come vivo, in base alle attuali cognizioni scientifiche (ossia a delle funzioni cerebrali, quid minimum, vegetative).
    Saluti

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    1. Caro Felsy, il mio è un discorso puramente scientifico e in tale ambito, oggettivamente, l'unico evento che rappresenta il punto d'inizio di uno sviluppo senza soluzioni di continuità è solo il momento del concepimento. Certamente un essere umano è più del suo patrimonio genetico (non dirlo a me!), ma questo definisce sempre e precisamente la sua identità.
      La questione dei gemelli monozigoti mi sembra piuttosto oziosa e cavillosa. Tali gemelli effettivamente hanno lo stesso patrimonio genetico, ma non sono parti ognuno dell'altro, come possono essere delle comuni cellule somatiche dello stesso organismo, ma restano sempre due organismi ben differenti, quindi due individui umani.

      La teologia tomista dell'Aquinate non mi sembra il campo più adatto per giocarci un confronto scientifico. Il buon Tommaso, ahilui, aveva conoscenze di genetica decisamente inferiori alle nostre.

      Tu dici di essere ideologico ed infatti proproni un sistema del tutto ideologico per sapere quando considerare il feto un essere umano. Per me è un discorso senza senso visto che nel preciso momento del concepimento si forma un nuovo essere umano.

      Saluti.

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    2. Scusa Luis se insisto, ma per me è un aspetto fondamentale della questione. Dubito che saremo mai d'accordo sulle soluzioni, ma si tratta di vedere se è almeno possibile intenderci sulle premesse di un qualche sensato dialogo.
      In caso contrario parleremo più fruttuosamente d'altro.
      Ora, il punto è questo: la scienza ti può dire che cosa è un embrione, uno zigote aut similia, ma non ti può dire cosa è una "persona umana", poichè non si tratta di una nozione naturalistico-scientifica. Su questo io non intendo transigere: io e te possiamo certamente addurre argomenti tratti dalle attuali conoscenze scientifiche, ma deve essere chiaro che stiamo discutendo in un ambito filosofico-ideologico, non stiamo assolutamente facendo un dibattito scientifico (per il quale manca ogni valido presupposto).

      Torno alla discussione filosofica, con classici argomenti a contrario:
      Se al momento del concepimento si formasse davvero un nuovo essere umano, dato che i casi di mancato annidamento naturale di una blastocisti in utero si verificano circa l'80% delle volte, ciò significherebbe che l'umanità vive in una situazione di lutto perenne ed ossessivo, che ogni coppia che decide di avere un figlio provoca la morte di numerose "persone umane", che la stragrande maggioranza dei figli dei cristiani, da sempre, muore senza battesimo e senza funerale cristiano, senza che la Chiesa faccia o possa fare nulla.

      E ancora: sei proprio sicuro che dalle fiamme di un incendio salveresti, se obbligato ad una scelta repentina e alternativa, una provetta contenente centinaia di embrioni, piuttosto che un unico neonato frignante? Io non avrei nessuna esitazione a sacrificare centinaia delle tue persone-embrioni per salvare una persona-bambino, e tu?

      E ancora: abbiamo, metti il caso, un unico embrione, un unico patrimonio genetico e, dopo un po' di mesi, i due gemelli omozigoti Romolo e Remo. L'embrione-persona Romoloremo era un individuo? Era una persona? Era un nuovo essere umano, come dici tu, "senza soluzione di continuità"? Oppure era una finta unità? O era il contenitore di due individui anche prima di scindersi? Forse la scissione non va intesa come una soluzione della continuità? Anche se nascono due gemelli, figli della lupa, identici geneticamente, ma non per carattere e per destino? Propongo una soluzione: era un embrione.

      Oh, una buona volta che il buon Tommaso ne azzecca una...
      ... saluti ad entrambi

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    3. Guarda Felsy che su questo punto siamo d'accordo: la scienza non può dire cosa è "persona umana", ma può individuare esattamente qual è il momento preciso nel quale la donna cessa di essere un unico organismo per divenire un organismo ospitante. E' l'unico momento in cui organicamente e, direi, oggettivamente, abbiamo la coesistenza di due organismi differenti, tutti e due appartenenti alla specie umana. Abbiamo un punto di riferimento preciso, perchè affidarci all'indeterminatezza? Perchè questo relativismo esasperato?

      Dici che l'umanità vive in una situazione di lutto perenne ed ossessivo? Mio caro, certamente che è cosi! I cristiani e la Chiesa sono millenni che affermano questo. Ma anche le 10.000 vittime dell'uragano nelle Filippine, anche le vittime di tutti i terremoti, dei maremoti, delle inondazioni, delle malattie, ecc. non descrivono un mondo in perenne lutto? Il mancato annidamento dell'80% delle blastocisti è una calamità paragonabile a queste, è una tragedia che fa parte del nostro essere fragili in un mondo ostile. Però, almeno, queste povere anime, siccome del tutto innocenti, sono accolte dal Padre in virtù della Redenzione operata dal Figlio.

      La domanda che mi poni è relativa ad una situazione talmente ipotetica ed improbabile che mi sembra inutile una risposta. Comunque, se costretto, penserei a salvare il bambino in quanto avrebbe le maggiori possibilità di sopravvivenza.

      Quanto alla tua questione dei gemelli, francamente non capisco la tua difficoltà a concepire inizialmente un individuo e, dopo la scissione, due individui. L'embrione, inizialmente, non è un contenitore, né una finta unità, ma un'entità genetica a se stante differente dalla madre, successivamente, per cause accidentali, avremo due unità egualmente distinte dalla madre. Siamo di fronte a patrimoni genetici differenti, ad entità ex novo che non appartengono più alla madre. La scissione dell'embrione in due embrioni non può essere una soluzione di continuità dello sviluppo, perché questo, sebbene raddoppiato, è comunque continuo e porterà alla formazione di due bambini. Ciò che occorre considerare è il fatto che fin dall’inizio lo sviluppo dell'embrione è orientato a dar origine ad un solo individuo. La formazione di un unico individuo è la regola, mentre la scissione è un’eccezione, un incidente. Quindi siamo di fronte ad un solo individuo programmato per essere un solo individue, che per fattori esterni (citoplasmatici) può scindersi in due individui.

      Salutami il povero Tommaso!

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    4. L'embrione va compreso metafisicamente, ontologicamente, non "fisicamente". La scienza del ente è l'unica che può rispondere a ciò che è l'embrione. Tant'è che sul finale luis ti risponde usando terminologie aristotelico-tomiste.
      Restiamo in queste definizioni: il discorso è se l'embrione sia già "forma" aristotelica oppure no. Essendo "vivo", cioè animato (provvisto di anima), dunque è già forma al di là di qualsiasi sostanza futura esso si sostanzi. Dunque è uomo.
      E' l'unità corpoanima del tomismo, zero dualismi. Ovvio che mi si può dire che l'anima è rintracciabile in noi nel il pensiero che si pensa e mi si dice che l'embrione non ha manco il cervello. Ma l'anima (LA FORMA che ANIMA il CORPO!) non è completamente nel cervello! Non è l'anima chiusa in un corpo, è il corpo che è nell'anima, che è animato! Quando tocchi qualcosa la tua anima è quel tocco. Ovvio che sono pensieri intellettuali che cercano di porre luce sul mistero UNITARIO che siamo NOI! Il problema è che l'uomo è un'unità che anche se perde alcune parti resta sé stesso, cioè uomo!
      Una torta triangolare ha forma e sostanza. Tagli la torta e non è più triangolare.
      Un uomo ha forma e sostanza. Tagli un braccio, resta uomo. Tagli un pezzo di cervello, muta l'umore MA PENSA SEMPRE SE' STESSO!

      Ma l'embrione non ha cervello!
      E io ti dico che da quell'ANIMAZIONE il cervello nascerà, ma l'ANIMAZIONE (perchè se parlo di anima mi si prende per il culo, lo so) ESISTE! Quella è la forma.
      Da lì il filosofo dice che l'anima esiste già. Da lì si dice che quello è già uomo.

      A grandi linee e grandisismi salti.

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    5. Bene, bene, caro Luis, ma se siamo d'accordo nel ritenere che si tratta di una questione filosofico-ideologica (una questione che ad philosophiam pertinet, come direbbe - e dice! - il magistero ecclesiastico e come sottolinea dottamente minstrel) è ovvio che il concetto di embrione come "persona" non può essere il punto di partenza della nostra discussione, nè "il punto fondamentale di tutta la questione" come convenivi con Bragadin, bensì, semmai, il punto di arrivo, la conclusione che tutti accetteremmo o rifiuteremmo quando ormai potremo dirci concordi e pacificati.

      Se il naturale mancato radicamento degli embrioni in utero fosse considerato realmente alla pari delle stragi e delle calamità naturali, non vi è dubbio che tutte le risorse di cui disponiamo dovrebbero essere destinate alla ricerca medica atta a prevenire questa immane calamità, che uccide quotidianamente milioni di persone. Esiste un dovere di soccorso, caro Luis. La nostra vita dovrebbe essere del tutto differente. Anche la Chiesa dovrebbe mobilitarsi, sostenere con tutte le sue risorse la ricerca e parlare continuamente di questa immane strage. Così non è. Nessuno considera la questione in questi termini. Dunque nessuno, veramente, nemmeno i religiosi, considera l'embrione una persona. Nessuno si scandalizza e porta il lutto per quella che pare, invece, una caratteristica della nostra specie ovvero il modo in cui la vita naturalmente si sviluppa, in parte sprecando alcuni embrioni, in parte eliminando embrioni che presentano problemi genetici.

      Non puoi sfuggire al mio esempio incendiario. Devi bruciarti. Non lo nego: è poco probabile, ma sottintende un problema etico che non credo proprio ti sia sfuggito. Orsù, non rifiutare la questione, affrontala con coraggio. Non ti concedo di decidere chi abbia maggior possibilità di sopravvivenza: tutti gli embrioni hanno ottime probabilità di sopravvivenza e di futuro sviluppo, mentre il neonato, purtroppo, è gravemente ammalato. Poi, poverino, è nato orfano, "in provetta". Inoltre ora è in stato di incoscienza, per cui, se non lo salvi morirà, ma non soffrirà (è il mio esempio, non il tuo, ne faccio quello che voglio).
      Sacrificheresti un pargoletto per salvare cento embrioni?

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    6. Caro minstrel, io sono d'accordo con te. E dico le stesse cose che dici tu, in termini solo lievemente differenti: l'embrione può essere ritenuto una persona solo se si argomenta in termini metafisici. Poi, come ovvio, tu tieni in grande considerazione la c.d. scienza dell'ente, mentre io non la tengo in nessun minimo conto. E non posso accettare che le leggi del mio paese si fondino su qualcosa di diverso da dati scientifico-realistici e di esperienza concreta (su questo mi batterò sino all'ultimo respiro). D'altra parte però, anch'io tentavo di rispondere a Luis in termini metafisici (guarda te cosa mi tocca fare...).
      Infatti, come si può postulare l'esistenza di una persona che, per un evento accidentale può divenire più persone? (accidentale? Boh, spero comunque che il nostro Luis non voglia condannare ad un'esistenza contro-natura anche i gemelli omozigoti). Nel mondo delle favole, forse. Ma in un mondo in cui le parole hanno un senso no.
      Nemmeno nel mondo della filosofia aristotelica, direi. Un embrione umano, in atto, è un organismo cellulare, ma in potenza non è un individuo, bensì da 1 a 9 individui (salvo diverso umano record). L'embrione é vivo e, dunque, dotato di una forma-anima, ma non è uomo e non è persona, perché non ha ancora la caratteristica dell'individualità.
      Ciascuno dei gemelli omozigoti, d'altra parte, avrà il medesimo patrimonio genetico (materia), ma una diversa anima (forma). Questo perché evidentemente l'embrione trasmette il patrimonio genetico, ma non la sua peculiare forma, priva di individualità. E poiché le forme dei gemelli saranno tutte individuali e fra loro differenti, nessuna di queste potrà essere considerata identica alla forma dell'embrione. Queste sono umane e personali, l'altra no.
      In altre parole, ha ragione San Tommaso.

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    7. Caro Felsy, guarda che sono d'accordo con il tuo inciso per cui tutte, o in gran parte, le risorse di cui disponiamo dovrebbero essere destinate alla ricerca medica atta a prevenire l'immane calamità della perdita degli embrioni che non riescono ad annidarsi nell'utero. Ma l'imperante laicismo ostacola tali studi, perché considera l'embrione solo un grumo di cellule. L'unica voce a favore dell'embrione è quella della Chiesa che si batte a sostegno della dignità della sua vita e degli studi per favorire il buon esito di ogni gravidanza. Se si avessero più risorse e meno ostacoli dovuti alla barbarie laicista, credo che molto si potrebbe fare.
      La natura non spreca o elimina embrioni malformati, perché non c'è alcuna intelligenza nel suo operato. Il problema è che, purtroppo, esistono le malattie, le disfunzioni, che derivano da una nostra debolezza che rende difficile la vita su questo mondo.
      Il tuo negare la personalità umana all'embrione non ha basi scientifiche perché l'embrione non ha l'istruzione di scindersi in altri embrioni nel suo patrimonio genetico. Per cui è un individuo a tutti gli effetti. La formazione dei gemelli da un unico embrione è dovuta a fattori esterni, successivi ed accidentali.

      Quanto alla tua domanda, alle condizioni che poni, io salverei colui che avesse le maggiori possibilità di sopravvivenza.

      Ciao.

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    8. Lieve OT:
      Puoi batterti quanto vuoi per perché i dati non si "fondino su qualcosa di diverso da dati scientifico-realistici e di esperienza concreta" perché al tuo fianco trovi anche me che sono filosoficamente realista, basato sul "senso comune" (valore dell'esperienza) e adoro la scienza metafisica!

      Siamo sulla stessa barca!

      A meno che... tu non distingui fra "razionalità scientifica" ed "empirismo scientifico"... quest'ultimo non è sinomino del primo, anzi!
      E la prova è che per fare "empiria" devi accettare un paio di ragioni razionali filosofiche non empiriche:

      1) non esiste nessun “fatto empirico” fuori di un frame razionale pre-esistente che devi pensare che esisat (realismo) e possa essere colto dall'uomo;
      2) ci sono asserzioni razionali vere non empiricamente verificabili, come sono quelle matematiche, senza le quali - diciamocelo - non si darebbe nessuna scienza sperimentale.
      2b) esistono persino proposizioni matematiche vere che non sono dimostrabili.

      Conviene a tutti, scienza in testa, mantenere la filosofia - e con essa la filosofia dell'essere - nell'alveo della scientificità. ;)

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  7. Oh beh, oddio, caro Myself, non si può dire che codesto Block non sia un pensatore originale. Approfondirò leggendo qualche sua opera. Mi sa che si tratterà di una lettura piuttosto divertente e stimolante. Tuttavia mi pare, a dir poco, piuttosto lontano dalla nostra sensibilità - diciamo - europea. Possiamo leggerlo come provocazione intellettuale (roulette russa come pena per i ladri, elogio del ricatto e dello sfruttamento della prostituzione, il feto come soggetto che viola il diritto di proprietà del corpo della madre..) ma, in concreto, non gradirei che i nostri ordinamenti europei fossero realmente infestati da norme-americanate ultraliberiste (già mi basta la c.d. "riforma" della legittima difesa).
    Poi, lo ripeto ancora, non abbiamo bisogno di Block per tentare una sintesi: l'esperienza europea non è quella di una radicale pro-choice, ma è proprio quella della ricerca di un equilibrio tra la tutela del nascituro e la tutela all'integrità psico-fisica della donna.

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  8. Salve! ho urgentemente bisogno che qualcuno risponda a queste domande riguardo il film L'olio di Lorenzo.
    1-Quale concetto di persona emerge da ciascun protagonista?
    2-Quali sono gli sviluppi tematici, le idee relative alla professionalità educativa o pedagogica che il film comunica?
    Grazie mille in anticipo!

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    1. Scusami anonimo, mi accorgo solo ora del tuo commento.
      Ho visto il film, ma solo una volta, e non saprei come rispondere alle tue domande.
      Mi dispiace.

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