domenica 30 aprile 2017

Biglino e gli Elohim

Lo studioso Mauro Biglino arringa i suoi fedelissimi ed avverte il mondo intero che le religioni ebraica e cristiana sono solo una solenne truffa. Infatti, secondo Biglino, alcuni loschi personaggi si sarebbero appropriati della Bibbia leggendovi l’immaginaria esistenza di un Dio che si sarebbe costruito un popolo, Israele il popolo eletto, e che poi avrebbe salvato l’umanità dal peccato originale mandando il suo figlio unigenito sulla terra. Per Biglino, invece, la Bibbia non parla affatto di Dio, ma di alcuni esseri, non ben precisati, forse degli alieni, ma che comunque non avevano niente di divino e soprannaturale, denominati col termine ebraico di “Elohim”.

Biglino, credendosi il maggior conoscitore esistente sulla faccia della terra dell’ebraico biblico, ricava questa sua convinzione principalmente dal fatto che, secondo lui, nessuno conosce il vero significato del termine “Elohim” e, cadendo in palese contraddizione, sostiene che, senza alcun dubbio (sic), il termine “Elohim” certamente non significa “Dio”. Gli “Elohim” biblici sono molteplici, non sono esseri divini, ma personaggi in carne ed ossa e ciò sarebbe principalmente provato dal fatto che il termine “Elohim” in ebraico è un plurale (plurale di "El" che significa "Dio"), quindi non si può letteralmente applicare al concetto monoteistico di un Dio unico. 

In realtà in tutte le bibbie in uso presso qualunque confessione cristiana ed anche nel testo del Tanakh, cioè la raccolta di tutti i libri sacri dell’ebraismo, il termine “Elohim” viene sempre tradotto con “Dio”. Come mai? E’ la tradizione che insegna questo. Tecnicamente Biglino ha ragione, il termine ebraico “Elohim” è grammaticalmente un plurale, ma tutte le versioni, cioè le traduzioni, più antiche dall’ebraico, dalla Septuaginta alla Peshitta siriaca fino alla versione aramaica e alla Vetus latina, cioè testi del II secolo a.C. fino al IV secolo d.C., che tanta parte hanno avuto nella costituzione del testo delle bibbie moderne, hanno sempre tradotto il termine “Elohim” con “Dio”. Tutto ciò è ovviamente spiegato dal contesto, cioè dal senso generale della narrazione che presuppone chiaramente l’esistenza di un Dio unico. 

Ma a Biglino ciò non convince, asserisce che la lettura letterale è l’unica giusta e, comunque, la sola che può essere “libera” da false interpretazioni teologiche. Affermazioni semplicemente assurde, l’interpretazione del testo biblico non può basarsi solo ed esclusivamente su una lettura letterale, occorre necessariamente un approccio multidisciplinare per studiare il significato di un testo che è una collazione di scritti molto differenti tra loro, occorre conoscere i periodi della loro redazione e le tradizioni in cui si sono formati. La tesi ridicola del “complotto” può andar bene ai creduloni sempre pronti a dar credito ad ogni voce anticristiana ed anticattolica, ma se vogliamo riferirci ad uno studio serio della Scrittura il dilettante Biglino fa una ben magra figura.

Personalmente non conosco l’ebraico, quindi mi sono documentato consultando il forum di Consulenza Ebraica dove esperti di ebraico biblico hanno da tempo affrontato a livello grammaticale la questione del plurale “Elohim” riferito al termine singolare di “Dio”. La regola grammaticale imporrebbe che quando il termine “Elohim” non ha l’articolo determinativo e i verbi ad esso collegati sono al singolare, deve ritenersi a tutti gli effetti un singolare in quanto si riferisce alla maestà divina (Joel S. Burnett “A Reassessment of Biblical Elohim” SBL Dissertation Series, Atlanta 2001, pag. 15.). Tale spiegazione, però, presenta delle difficoltà, che Biglino sfrutta immediatamente per avvalorare la sua tesi. Esistono, infatti, dei passi della Bibbia dove il temine “Elohim”, che secondo il contesto dovrebbe riferirsi a Dio, è invece seguito dal verbo al plurale. Ad esempio in Genesi 20,13 abbiamo: “Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre”, in realtà nel testo ebraico il verbo collegato a Dio è un plurale, quindi bisognerebbe tradurre con “Allora, quando gli “Elohim” mi fecero errare lungi dalla casa di mio padre”. Per Biglino tutto ciò prova che Abramo fu chiamato da questi misteriosi Elohim e non da Dio. Altro passo invocato da Biglino a sostegno della sua critica è Genesi 35, 7 dove di Giacobbe viene detto: “Qui egli costruì un altare e chiamò quel luogo "El-Betel", perché là Dio gli si era rivelato, quando sfuggiva al fratello”. Anche in questo caso il testo ebraico originale riporta il verbo “rivelare” al plurale. Quindi, anche qui la traduzione migliore sarebbe “…ed edificò là un altare e chiamò il luogo El-Betel poiché là si erano fatti vedere a lui gli Elohim”. Non di Dio parlerebbe dunque la Bibbia, ma degli “Elohim”. 

Ciò che però Biglino non dice è che tali passi, in cui il termine “Elohim” che dovrebbe riferirsi a “Dio” è invece seguito dal verbo al plurale, sono una netta minoranza rispetto a quelli che rispettano la regola grammaticale, solo un centinaio su circa 2600 ricorrenze del termine “Elohim” nella Scrittura. Il più importante di tutti si trova proprio nel primo versetto della Genesi dove tutto ha avuto inizio con la creazione di Dio. In Genesi 1, 1 abbiamo: “In principio Dio creò”, che in ebraico è: "Bereshit barà Elohim". Il testo riporta “Barà”=“creò” cioè al singolare, non “Barù” al plurale e il termine “Elohim” è senza l'articolo determinativo. E’, quindi, Dio che crea, all’inizio non c’è nessun misterioso “Elohim”. Per spiegare perché è giusto tradurre “Elohim” con “Dio” in quei passi richiamati da Biglino non bisogna riferirsi solo ad una traduzione letterale, ma occorre considerare il contesto in cui sono posti quei versetti e la tradizione delle versioni più antiche. In Genesi 20, 13 ci si riferisce alla promessa di Dio ad Abramo che troviamo nel capitolo 12: “Il Signore DISSE ad Abram: "Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che IO TI INDICHERÒ. FARÒ di te un grande popolo e TI BENEDIRÒ, RENDERÒ grande il tuo nome e diventerai una benedizione. BENEDIRÒ coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno MALEDIRÒ e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra". Allora Abram partì, come GLI AVEVA ORDINATO il Signore”. Tutti i verbi che si riferiscono a Dio sono al singolare, quindi il contesto suggerisce che anche il termine “Elohim” di Genesi 20, 13 debba essere tradotto con “Dio”. E lo stesso vale per Genesi 35, 7 dove il contesto si riferisce chiaramente a Dio. Ad esempio pochi versetti prima abbiamo: “Dio DISSE a Giacobbe: Alzati va’ a Bethel, e costruisci in quel luogo un altare al Dio che TI APPARVE allorché fuggivi Esaù tuo fratello” (Gn 35, 1). Anche qui, il termine “Elohim” è collegato a verbi al singolare. 

D’altronde in questi due passi della Genesi tutte le più antiche versioni, che ricordo si spingono fino al II secolo a.C., come ad esempio la Septuaginta, traducono il termine “Elohim” sempre con “Dio”, al singolare. La Septuaginta, cioè la versione greca degli scritti sacri ebraici, era tenuta in grande considerazione dagli ebrei prima dell’era cristiana. Filone di Alessandria e Giuseppe Flavio, il famoso filosofo e storico ebraici del tempo di Gesù, sostenevano che i suoi autori erano stati ispirati divinamente. Oltre alle vecchie versioni latine, la Septuaginta è stata anche la base per le versioni dell'Antico Testamento nel vecchio linguaggio slavonico della Chiesa, in siriaco, per quella nell'antica lingua armena, nell'antica lingua georgiana e in lingua copta (Ernst Würthwein “The Text of the Old Testament” trans. Errol F. Rhodes, Grand Rapids, Mich. Eerdmans, 1995). Se consideriamo che la Septuaginta riflette indubbiamente il pensiero e le convinzioni maggiormente presenti in Israele nei tempi più antichi da noi conosciuti, credo che tale traduzione, per la sua importanza ed antichità, possa essere considerata senza dubbio molto più affidabile di quella di Biglino. 

Se la logica e le evidenze che ho appena esposto giustificano ampiamente una traduzione al singolare del termine plurale “Elohim”, quando questo si riferisce a Dio, che significato possono avere le eccezioni in cui compaiono al plurale anche i verbi collegati al termine “Elohim”? La questione è stata ed è molto dibattuta, ma la spiegazione più accreditata dagli studiosi e dalla tradizione ebraica fa riferimento ad una sorta di plurale “deliberativo” cioè una maestosità che vuole descrivere una dimensione di pluralità, di relazionalità, tipica del Dio ebraico (J. Skinner ”Genesis (ICC)” Edinburgh 1932, pag. 31; G. von Rad “Genesi (Antico Testamento 2/4)” Brescia 1978, pag. 69). Tale caratteristica di Dio sarà nota dominante nella creazione dell’uomo, infatti secondo la cosiddetta tradizione Elohista la creazione dell’uomo viene descritta attraverso un colloquio che Dio intrattiene con la sua corte celeste: “E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza…” (Gn 1, 26). Già anticamente Filone e vari commentatori rabbinici erano convinti di questa dimensione pluralistica di Dio, nel Targum Jonathan, cioè una traduzione in aramaico della Bibbia ebraica, databile tra il I secolo a.C. ed il II secolo d.C., ad esempio, è riportato un colloquio di Dio con gli angeli proprio al momento della creazione dell’uomo. 

E’ per questi motivi che giustamente il termine “Elohim” quando si riferisce a Dio viene sempre tradotto con “Dio”, anche quando i verbi sono al plurale. Per la ricorrenza di Genesi 35, 7 la Bibbia di Gerusalemme, ad esempio, in nota, motiva il plurale con un riferimento agli angeli, la corte celeste, che precede la comparsa di Dio: “Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco il Signore gli stava davanti e disse: “Io sono…” (Gn 28, 12-13). E’ riportata una corte celeste, ma Dio è considerato come unico.

La tradizione ebraico-cristiana ha una storia antichissima e si fonda su documenti di eccezionale valore storico ed esegetico. Come è possibile dar credito ad un personaggio come Biglino, sprovvisto di titoli accademici, che ci viene a raccontare dopo migliaia di anni dai fatti che, senza avere alcuna prova, tutta l’interpretazione della Bibbia non sarebbe altro che il frutto di un complotto? Ecco a cosa sono disposti a credere gli anticristiani, i laicisti che si vantano di essere razionalisti. E invece sono loro ad essere senza apertura mentale, ma disposti a credere solo ai propri pregiudizi.


Bibliografia

C. Westermann "Genesi", Casale Monferrato (AL), 1989;
P.E. Dion "Ressemblance et Image de Dieu" in DBSup, X;
J. Skinner ”Genesis (ICC)” Edinburgh 1932; 

G. von Rad “Genesi (Antico Testamento 2/4)” Brescia 1978;
F. Zorell, Lexicon Hebraicum Veteris Testamenti, Roma, 1984
Ernst Würthwein “The Text of the Old Testament” trans. Errol F. Rhodes, Grand Rapids, Mich. Eerdmans, 1995;
Joel S. Burnett “A Reassessment of Biblical Elohim” SBL Dissertation Series, Atlanta 2001;

http://consulenzaebraica.forumfree.it/

15 commenti:

  1. Ho conosciuto Biglino in una conferenza alla presentazione di un suo libro qui nel Canavese (TO). Mi sono rizzati i capelli a sentire tante idiozie. Ho provato, intervenendo su sua richiesta a fare domande,a confutare qualche argomento. La sua risposta è stata: lei ha le sue idee ed io le mie. Qui sono per dire le mie. Punto. ALL'INTERVALLO ME NE SONO ANDATO....Su YouTube ci sono suoi interventi e anche discussioni con i rappresentanti delle tre religioni monoteiste. Non mi sembra che tra gli studiosi ed esperti cattolici ci sia molta unanimità di pensiero e studi sulla Bibbia.Ho visto su un video che prete ortodosso e prete cattolico erano piuttosto intimoriti da Biglino che naturalmente vive di provocazione. Alla fine costoro non hanno saputo dare ragione della loro fede. Che brutta cosa.

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    1. Oliviero Manna17 luglio 2017 14:50

      Provate a leggere "ELOHIM, la prova del dio alieno" della Marotta&Cafiero Editori. Solo il titolo... spacca. Ma bisogna capire bene cosa vuol dire.

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    2. Gent.le sig. Oliviero Manna, ho difficoltà a considerare scientifici quel genere di libri. Conosco la teoria ufologica di Biglino e credo sia il caso di stenderci sopra un velo pietoso.
      Un saluto

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    3. Appunto. Il libro citato è un saggio scientifico, che sta riscuotendo un inatteso successo, che affronta la tematica con un metodo finora intentato. L'esito finale? La teoria del Biglino crolla miseramente. La prova che il titolo cita è in effetti un "mettere alla prova" le teorie che vedono gli alieni nelle sacre scritture, per vedere se tali ipotesi possano reggere a una verifica. Insomma, leggetelo e resterete davvero sorpresi di come viene fuori la prova di chi sta ingannando chi.

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    4. Come si evince dai miei articoli sul tema, cerco di rispondere alle affermazioni di Biglino che riguardano lo studio storico e l'interpretazione delle Scritture. Altre condiderazioni, che appartengono più al mondo del fantasy, le lascio da parte.
      Comunque la ringrazio del consiglio.

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    5. Il libro di Arrichiello, Elohim la prova del dio alieno, parla di "contraddizioni storiche", e ci sono paragrafi dal titolo "incongruenze evolutive", "assenza di prove documentali", io che l'ho letto ho trovato una grande somiglianza in accordo alle teorie sviluppate dal Chiarelli nel suo saggio "Origini del sacro e del pensiero religioso" nei quaderni di etnologia e archeologia del sacro.

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    6. Grazie per la segnalazione. Non ho letto il libro di Arrichielo e neppure il saggio di Chiarelli, ma documentandomi su tali testi mi sembrano molto più seri e di ben altro spessore storico/scientifico rispetto a quelli di Biglino. Come dicevo la mia critica alle teorie di Biglino è rivolta principalmente al suo metodo di interpretare la Scrittura e alle baggianate sulla storicità di Gesù, però anche questo ambito di discussione mi sembra interessante. Ci farò un pensierino :)

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  2. Provare a vedere https://www.youtube.com/watch?v=nCEG9Znl6Lc

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  3. Ciao Vincenzo,ho ascoltato tantissimi video di Biglino, tra cui specialmente quello che hai segnalato, e mi sono convinto che questo personaggio è un ignorante completo. Commette degli errori storici ed esegetici degni di un dilettante allo sbaraglio, ma è seguito da una pletora di ignoranti come lui che pur di andare contro la Chiesa e i cristiani riescono a convincersi delle panzane più assurde.

    Come ti dicevo ho visto il lungo confronto di Biglino con i rappresentanti delle varie religioni e ho avuto la tua stessa sensazione sgradevole di un confronto sostanzialmente inutile. Biglino, furbescamente, ha scelto di confrontarsi con dei teologi, non con storici, filologi, esperti di ebraico e greco ed esegeti. Niente da dire sulla preparazione dei teologi, ma ovviamente si sono tenuti molto sul filosofico, senza scendere nei dettagli a cui si appiglia Biglino.

    Non ho sentito da alcuno indicazioni sull'importanza del contesto per spiegare le varie interpretazioni, che una lettura letterale è sempre insufficiente se non supportata da un'analisi storica ed esegetica del testo, dell'importanza delle versioni più antiche come la Septuaginta o la Peshitta, niente di tutto questo.

    Avrei voluto starci io seduto dietro quel tavolo a ridicolizzare Biglino una volta per tutte!

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  4. Il suo problema sig. Ruggini, è che plurale o singolare che sia Elohim, la lettura pubblica ed integrale che Biglino dà della bibbia più comunemente usata (dice sempre "quella di famiglia cristiana") dà un quadro sconvolgente di questo Dio, feroce e sanguinario al di là di ogni immaginazione. Lasciando perdere anche la rivelazione di differenze imbarazzanti sui verbi al singolare sulle bibbie per le famiglie e al plurale sulle bibbie interlineari destinate alle università di teologia, fa notare anche traduzioni palesemente false come "Eolam" ed "El Shaddai".
    Mostra "senza veli" che le guerre fatte per la terra promessa sono stati massacri al di là di ogni giustificazione e tra popoli strettamente imparentati tra loro.
    Le segnalo inoltre che una cosa non è giusta solo perché "la tradizione ci insegna questo" altrimenti saremmo ancora ad accendere il fuoco con le scintille delle pietre focaie.
    Se poi avesse la capacità di ascoltare i video dell'uomo che critica, avrebbe occasione di contare le volte che dice "io vi racconto la mia, poi voi fatene quello che volete, non sono qui per distruggere la fede di nessuno nè a dire: Dio non esiste"
    Per quanto riguarda "storici, filologi, esperti di ebraico e greco ed esegeti" ne cita a decine nelle sue conferenze e nei suoi libri, tant'è che mi sorge il dubbio: ma lei i video di Biglino li ha mai visti?

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    1. Gent.le sig.ra Gabriella, vede, io non intendo affatto sorvolare sulle cosiddette "differenze imbarazzanti", innanzitutto perchè non le trovo per niente imbarazzanti, casomai imprecise, ma certamente non assurde. Talune traduzioni, come quelle usate per termini tipo "Olam" o "El Shaddai", per fare degli esempi, potranno, come è vero, non essere letteralmente precise, ma sono comunque efficenti a produrre, nella nostra lingua, un senso coerente con il contesto, senza per questo pensare a complotti o sotterfugi. Presto scriverò un articolo proprio per spiegare questo aspetto relativo a talune traduzioni che tanto sconvolgono Biglino.

      Ma ciò che mi preme maggiormente rappresentarle è l'assurdità dello stracciarsi delle vesti di Biglino di fronte a passi della Bibbia dove Jhawhè viene rappresentato come un dio crudele e sanguinario. Biglino dimostra di non sapere, o forse volutamente fa finta, che stiamo parlando di testi che narrano avvenimente accaduti almeno 1,5 millenni prima di Cristo in un'età oscura dove la violenza e la guerra era il normale mezzo per regolare i rapporti tra i popoli. Gli ebrei, un clan di pastori arretrato, nomade, sempre in pericolo e a rischio di essere distrutto da popoli vicini molto più forti, descrivono il loro Dio come colui che con mano potente li sottrae da tali pericoli. Perché l'immagine di Dio nella Bibbia è reso con le categorie di pastori erranti nel deserto di 3.500 anni fa. Un Dio potente, buono, attento al suo popolo, per quelle persone è quello che distrugge i nemici e fa in modo di poter disporre dei loro beni, affinchè possa realizzarsi la promessa fatta ad Abramo di una discendenza così numerosa "come le stelle in cielo e la sabbia della spiaggia".
      Questo modo di rappresentare Dio è solo per noi, uomini e donne del 2017, raccapricciante e spaventoso, NON lo era per un ebreo del 1500 a.C. Col passare del tempo questa figura di Dio muta, diviene più coerente col messaggio divino che siamo tutti figli di un unico Padre, il messaggio portato da Cristo che svela definitivamente e senza più mediazioni umane com'è veramente Dio e il suo Amore per tutti gli uomini e le donne.

      Se Biglino fosse uno studioso della Bibbia avrebbe dovuto sapere del progressivo rivelarsi di Dio secondo le varie categorie umane fino ad arrivare alla perfezione dell'Amore svelato da Gesù Cristo. Eppure non è una lettura difficile, bensì logica ed efficace, coerente con uno studio serio e competente della Bibbia. Ecco perchè reputo Biglino un ignorante, altrimenti sarei costretto a credere ad una sua cattiva fede e questo, mi permetta, sarebbe di una gravità assoluta.

      Infine lei mi ricorda che Biglino cita un'"infinità" di storici, filologi ed esegeti. Ma, a ben vedere, lo fa per poi non ascoltarli interamente. Biglino è molto furbo perchè di tali studiosi prende solo ciò che è producente per le sue teorie, ma tralascia tutto il resto che lo sconfessa ampiamente.
      A mio parere è un modo di fare estremamente scorretto.

      La saluto e la ringrazio del suo commento.

      PS
      Mi sono permesso di cancellare un suo commento, in quanto solo una ripetizione del precedente.

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  5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  6. Caro signor Luigi,
    Ho notato che Lei sia nei commenti su YouTube sotto i video di Biglino, sia nel suo blog,lo definisce come un perfetto ignorante, seguito altrettanto da ignoranti.
    Io noto una cosa.
    Indipendentemente se le teorie del signor biglino siano vere o meno, la sua INTELLIGENZA interpersonale va oltre tutto.
    1. Lui non ha MAI DETTO e ripeto MAI detto che le sue idee sono quelle giuste. Tanto è,che lui STESSO dice sempre "io mi occupo di traduzioni, del resto non entro in campi che non mi competono"
    2. L'intelligenza di Biglino si nota quando lui fa capire alle persone che metodo di vita SI DOVREBBE AVERE, CHE VA OLTRE LA BIBBIA. Ovvero il metodo scientifico, quello DELLA MENTALITÀ APERTA. Caro signor Luigi, lei non mi può venire a dire che la bibbia va interpretata secondo allegorie, solo perché "la tradizione ce lo insegna ".
    E per quelli che leggono questo commento, il signor Luigi l'ha scritto più volte sotto i video di Biglino, andate a vedere.
    Questo suo pregiudizio su biglino, definendolo ignorante perché quasisia ritiene di conoscere la verità, la porta solamente a chiudersi in un cerchio più grande, ovvero quello nell'incertezza e dell'incoerenza.
    Lei non può A PRESCINDERE criticare biglino definendolo chiuso, quando in primis è Lei che si comporta così. E questo è solo un mio suggerimento che le sto dando, poi faccia come creda, ma così la gente lo prenderà per uno di poco. Il fatto che biglino si apra così tanto mentalmente implica già il fatto che non si può comportare come lei asserisce, da conoscitore assoluto della verità, quando LUI STESSO IN OGNI SANTA CONFERENZA AFFERMA CHE:
    1 . DIO PUÒ ESISTERE
    2. LUI NON CERCA DI DISTRUGGERE LA RELIGIONE
    3. LUI SI OCCUPA SOLAMENTE DI TRADUZIONI
    Poi, caro signor Luigi, le faccio notare un'altra cosa. Lei più volte ha affermato che Biglino a prescindere non si può credere perché non ha un titolo accademico. Ma che significa? Me lo spieghi per favore. È l'esatto significato di abbassare la testa e camminare avanti come un mulo. Lei è un mulo signor Luigi? Non credo, quindi non si comporti da tale. Perché se vuole criticare qualcuno, prima(umile consiglio) si faccia un costume molto più aperto al mondo esterno al fine di non essere preso sul serio.
    Salve
    P.s. Biglino più volte ha fatto conferenze su YouTube CON DIVERSI ESPERTI DI TRADUZIONI E NON SOLO, CATTOLICI PRETI DA ANNI. E chi legge questo commento può tranquillamente andare a controllare su internet.

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    1. Ah, e aggiungo una cosa.
      Lei critica Biglino definendolo un ignorante che si è circondato di teologi e non di persone serie, ma mi dica...
      Lei chi è? Lei sta muovendo una critica contro un personaggio definendolo privo di fonti, quando noi stessi non sappiamo chi Luigi Ruggiani sia. Ma si rende conto..? E qui rientro in merito a cosa dicevo prima, l'apertura mentale. Caro signor Luigi, ripeto, prima di criticare,occhio.

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    2. Gent.le sig. re Federico Mandorino
      credo che lei abbia preso un granchio. Io reputo Biglino molto intelligente ed anche molto bravo nel presentare le sue teorie. Quello che gli contesto è il fatto che affronta determinati argomenti senza avere le giuste competenze e con un approccio metodologico sbagliato. Solo in questo senso mi sono permesso di reputare Biglino un ignorante.

      Io non ho mai affermato che la Bibbia debba essere interpretata secondo allegorie, ho solo specificato che leggerla esclusivamente in modo letterale, come fa Biglino, è sbagliato. Questo perché bisogna tenere in conto tutta una molteplicità di fattori che hanno determinato quel modo specifico d'espressione, cosa che Biglino non fa, tutto qui.

      Io mi permetto di criticare Biglino perché mi reputo in grado di farlo e perché, pur non avendo specifiche competenze accademiche, mi rendo conto dei suoi errori. In ogni caso corredo le mie affermazioni e le mie critiche con riferimenti bibliografici precisi, io mi ritengo esclusivamente un divulgatore.

      La ringrazio del commento e la saluto.

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